Veduta dall'alto del borgo di Volognano circondato da oliveti
Volognano e le colline di Rignano sull'Arno

Se dal fondovalle di Rignano sull'Arno alzate lo sguardo verso la collina, uno dei nomi che ricorrono è Volognano. Ci si arriva con una strada che sale tra oliveti e vigne fino alla fascia di mezza costa, in una fascia di territorio che rientra nella denominazione del Chianti Colli Fiorentini: siamo a una sedicina di chilometri dal centro di Firenze, ma il paesaggio è quello agricolo delle colline fiorentine, fatto di poderi, filari, cipressi e strade bianche.

Un castello di origine medievale

L'impianto del castello è di origine medievale: le fonti ne collocano le prime fasi già intorno all'XI secolo, mentre le attestazioni documentarie dell'insediamento e del castello arrivano fra il 1214 e il 1220. La posizione ne spiega la funzione: da qui si controlla un lungo tratto della valle dell'Arno, e per secoli il luogo ha avuto un ruolo di avvistamento e di presidio. I signori di Volognano compaiono nelle vicende locali accanto a quelli di Castiglionchio, l'altra grande proprietà della zona: nel Quattrocento erano tra i patroni della pieve di San Leolino, la chiesa madre del territorio rignanese. Con il passare dei secoli la struttura difensiva si è trasformata in complesso residenziale e agricolo, come è accaduto a molti castelli del contado fiorentino, e ha continuato a vivere di ciò che produceva la terra intorno.

Oggi è una proprietà privata

Su questo conviene essere espliciti, per evitare delusioni. Il castello di Volognano non è un monumento aperto al pubblico: è una proprietà privata che ospita un'azienda agricola, dedicata alla produzione di vino e di olio extravergine di oliva, insieme a un'attività di ospitalità e di eventi. Non esiste un ingresso libero, non c'è una biglietteria e le strade interne alla tenuta sono private. Degustazioni e visite sono possibili, ma vanno concordate in anticipo direttamente con la proprietà, che pubblica i propri recapiti sul sito ufficiale: prima di salire, contattatela e verificate disponibilità e condizioni. Presentarsi senza accordo significa, quasi sempre, trovare un cancello chiuso.

Le colline di Rignano, che si godono comunque

La buona notizia è che il paesaggio non ha bisogno di biglietti. Le strade secondarie che collegano il fondovalle a Volognano, a Rosano e alle altre frazioni di mezza costa attraversano un territorio agricolo ancora perfettamente leggibile: vigneti a filari regolari, oliveti terrazzati, macchie di bosco nei valloni, case coloniche e piccole chiese di campagna. Guardando verso est si riconosce la lunga dorsale del Pratomagno, che chiude la valle; verso ovest la collina degrada in direzione del Chianti fiorentino. Anche altre proprietà storiche della zona, come Torre a Cona o la villa di Castiglionchio, sono private: fanno parte del panorama, non del percorso.

Camminare, pedalare, fotografare

Queste colline si prestano al passo lento. Dal territorio di Rignano passa la Via di Francesco, il cammino che collega Firenze a La Verna, e percorrerne un tratto anche solo per due o tre ore basta a farsi un'idea di come è organizzato il paesaggio. Chi va in bicicletta trova pendenze costanti e traffico scarso, con l'unica accortezza delle carreggiate strette e prive di banchina. Per le fotografie le ore migliori sono la prima mattina, quando la foschia resta appoggiata sul fiume e le colline emergono sopra, e il tardo pomeriggio d'autunno, con la luce bassa sui filari. Due periodi hanno poi un carattere tutto loro: settembre, con la vendemmia, e il tardo autunno, con la raccolta delle olive e i frantoi in funzione.

  • Il castello non si visita liberamente: qualsiasi visita o degustazione va concordata prima
  • Le strade poderali attraversano campi privati: restate sulle strade pubbliche e sui percorsi segnati
  • Durante vendemmia e raccolta delle olive i mezzi agricoli hanno la precedenza, su strade strette
  • Primavera e autunno sono le stagioni migliori per camminare: d'estate, meglio la prima mattina

Vale infine la regola di tutto il Valdarno collinare: qui buona parte del patrimonio storico è privata e ancora produttiva, ed è anche per questo che si è conservata così bene. Rispettare cancelli, recinzioni e lavori in corso non è una limitazione, è il motivo per cui il paesaggio che state guardando esiste ancora.

Soggiornate al Casale Strettoio, tra le colline di Rignano sull'Arno

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